Coriandoli e cigni – Un libro diventato arte

Quando la poesia diventò arte
Ogni libro ha una storia. Quella di Coriandoli e cigni è una delle esperienze più belle che abbia vissuto come insegnante e come poeta.
Le pagine di Coriandoli e cigni custodiscono una storia che va oltre la poesia. Nell’anno scolastico 1988-1989, presso il Liceo Artistico Statale Firenze 2, questa raccolta divenne il centro di un progetto che unì il libro biblico del profeta Osea, la creatività degli studenti e l’arte figurativa. Le tavole raccolte in questa pagina sono il frutto di quell’esperienza. La raccolta di poesie Coriandoli e cigni nacque da una profonda riflessione sul libro biblico del profeta Osea.
Attraverso quelle poesie desideravo raccontare che l’amore autentico è un dono che, pur attraversando il tradimento, il dolore e l’infedeltà, rimane fedele alla propria natura. Da questa intuizione nacque anche il titolo della raccolta. I coriandoli, metafora di un amore fatto a pezzi dalle ferite della vita, se lanciati verso il cielo si trasformano in cigni: creature eleganti, capaci di volare in alto e di ritrovare la bellezza. È l’immagine della speranza che nasce dall’amore fedele.
Nell’anno scolastico 1988-1989, insegnavo Religione presso il Liceo Artistico Statale Firenze 2. Con una classe quarta, che si preparava ad affrontare l’Esame di Stato del vecchio ordinamento, decisi di dare vita, insieme al professor Vincenzo Zappia, docente di Discipline Pittoriche, a un progetto che unisse la Bibbia, la poesia e l’arte.
Durante l’anno accompagnai gli studenti nella lettura del libro del profeta Osea, mentre il professor Zappia propose loro la raccolta Coriandoli e cigni. Ogni ragazza e ogni ragazzo fu invitato a scegliere la poesia che sentiva più vicina alla propria sensibilità e a interpretarla attraverso una tavola pittorica.
Fu un lavoro intenso, durato tutto l’anno scolastico. Molte lezioni si svolsero in compresenza: gli studenti ponevano domande, chiedevano spiegazioni sui testi poetici, confrontavano idee e sperimentavano soluzioni artistiche fino a trovare il linguaggio più adatto per esprimere ciò che avevano colto nelle poesie.
Quando arrivò il momento degli Esami di Stato, il Presidente della Commissione venne a conoscenza del progetto. Mi invitò a illustrargli il lavoro svolto e trascorremmo circa due ore a parlare dell’esperienza vissuta durante l’anno. Colpito dall’originalità e dal valore educativo dell’iniziativa, chiese una copia del libro e decise di incentrare parte dell’esame proprio sul percorso realizzato dagli studenti.
Fu una grande soddisfazione, non soltanto per me e per il professor Zappia, ma soprattutto per i ragazzi, che videro riconosciuto il valore del loro impegno. Tutti superarono brillantemente l’Esame di Stato e, come ricordo di quell’esperienza straordinaria, mi regalarono le tavole originali che avevano realizzato.
Quelle opere sono raccolte in questa pagina. Ancora oggi raccontano come la poesia possa incontrare il cuore dei giovani e trasformarsi in arte, lasciando una traccia che il tempo non è riuscito a cancellare.